CORONAVIRUS: ASSENZE DAL LAVORO

Coronavirus

Purtroppo il nostro Paese ha subito negli ultimi giorni il contagio da questo virus, portando con se tante paure e tante domande.
Questo articolo non darà risposte a livello sanitario,ma grazie ai chiarimenti del Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ecco come verranno gestite le assenze dal lavoro e le rispettive retribuzioni.

Quando si parla di assenza bisogna subito parlare di assenza autorizzata o comunque obbligata, diversamente sarà un’assenza ingiustificata e tale porterà ad un provvedimento disciplinare (fino al licenziamento.)

Ci sono diversi tipi di assenze:

  • assenza dovuta da un provvedimento d’ordine pubblico: caso in cui il lavoratore è posto in quarantena in quanto residente in zone a rischio e quindi impedito a muoversi. Verrà retribuito, in quanto il suo diritto non può essere leso, in questo caso l’azienda dovrà richiedere la Cassa Integrazione.
  • assenza dovuta alla sospensione dell’attività aziendale: quando l’azienda si trova in una zona a rischio e quindi la Pubblica Autorità ne impedisce l’accesso e pertanto viene sospesa l’attività. Anche in questo caso l’impossibilità della prestazione non è dovuta dalla volontà del lavoratore e per questo ha diritto alla retribuzione, mediante(come nel caso precedente) al ricorso da parte del datore alla CIG.
  • quarantena obbligatoria: caso in cui il lavoratore presenta i sintomi del virus e quindi posto in osservazione. Quindi la sua assenza verrà disciplinata in base alle previsioni normative e contrattuali che riguardano la malattia e nello specifico il ricovero.
  • quarantena volontaria: caso in cui il lavoratore rientra da una delle zone a rischio e anche se non presenta dei sintomi palesi sceglierà in modo autonomo di isolarsi.
    Ma in base a quanto stabilito dal Governo, tra le misure di contenimento,dovrà avvertire il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’ autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
    Se accertata la prudenza e quindi siamo innanzi ad un contagio verrà disciplinato come un ricovero, altrimenti il lavoratore dovrà ritornare in azienda.
  • ultimo caso che comunque non bisogna sottovalutare è dato dall’assenza dovuta alla paura di contagio: questo è il caso in cui un’assenza non dovuta ad un provvedimento della Pubblica Autorità e quindi legata solo ad un fatto psicologico del lavoratore non è accettata e quindi considerata assenza ingiustificata.

Il nostro Governo ha emanato un DL 6/2020: recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
All’art 3 viene previsto l’applicazione del Lavoro Agile , laddove è possibile per lo svolgimento dell’attività lavorativa ed inoltre viene precisato , che non necessita l’accordo individuale per questi casi specifici.

Oggi in Italia non tutte le aziende sono pronte a partire con lo smart working, poco usato nel nostro Paese, basta che guardiamo le percentuali europee.
(Cit: Fondazione Studi Consulenti del lavoro; Governo)

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