Jobs Act: Modificata la disciplina delle mansioni

Mansioni

L’ art 55 dello schema di Decreto legislativo approvato dal  Consiglio dei Ministri n. 51 del 20 Febbraio 2015, prevede la revisione della disciplina delle mansioni prevista dall ’art 2103 cc..

L’attuale norma, che verrà sostituita una volta che il decreto sarà entrato in vigore, prevede il principio dell’ immodificabilità in peius  delle mansioni e dell’ irriducibilità della retribuzione, prevedendo che il lavoratore debba essere adibito alle mansioni per lui contrattualmente previste al momento dell’assunzione, o ad altre di pari livello o a quelle di un livello superiore successivamente assegnato.

La legge ha delegato il Governo ad adottare un decreto legislativo che contenga una revisione della disciplina delle mansioni, in caso di processo di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuato sulla base di parametri oggettivi, contemperando l’interesse dell’impresa all’ utile impiego del personale con l’interesse del dipendente alla tutela del posto, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento.  Viene fatta salva, peraltro , la possibilità per la contrattazione collettiva, anche aziendale ovvero di secondo livello, di individuare ulteriori ipotesi rispetto a quelle che verranno indicate nel decreto legislativo.
In ogni caso lo schema di decreto prevede che nelle ipotesi di demansionamento, il lavoratore ha diritto a conservare il livello di inquadramento e il trattamento retributivo di cui godeva al momento dell’assegnazione a mansioni inferiori (ad eccezione dei soli elementi retributivi connessi a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa)

Le novità introdotte nell’art 2103 cc sono:
–  il lavoratore può essere assegnato a mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.
Con la nuova disciplina il datore potrà assegnare liberamente al dipendente qualsiasi mansione, tra quelle previste dalla declaratoria del CCNL di categoria per il medesimo inquadramento.
in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore.
La nuova norma prevede che, anche in caso di mutamento delle mansioni, il lavoratore ha diritto alla conservazione dell’inquadramento di provenienza  ed alla relativa retribuzione, venendo unicamente meno eventuali elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento delle precedenti mansioni ( elementi accessori).
–  riguarda il caso in cui il lavoratore si trovi a svolgere mansioni corrispondenti a un inquadramento superiore rispetto al proprio. La norma prevede che il lavoratore possa rinunciare a vedersi attribuito l’inquadramento corrispondente alle ultime mansioni svolte.

Non dimentichiamo che lo stesso ordinamento giuslavoristico italiano contempla delle ipotesi in cui sono ammesse, in via del tutto eccezionale, deroghe al regime previsto dall’art.2103 cc.
Ovvero è possibile derogare all’obbligo, previsto dall’art. 2103 del codice civile, di assegnare un lavoratore a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte e, quindi, assegnare il lavoratore stesso anche a mansioni di livello di inquadramento inferiore, soltanto nei casi di:
– il lavoratore divenuto inabile allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia, o la cui inabilità si aggravi nel corso del rapporto di lavoro, può essere adibito a mansioni anche inferiori, con diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza ( ai sensi dell’art 4 com 4 L68/99 );
– la lavoratrice durante la gravidanza deve essere adibita a mansioni inferiori a quelle abituali quando queste ultime siano pregiudizievoli per la sua salute, conservando la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte( ai sensi dell’art 7 Dlgs 151/2001);
– accordi sindacali stipulati nel corso delle procedure di mobilità, che stabiliscano l’assegnazione a mansioni inferiori dei lavoratori in esubero allo scopo di evitare il licenziamento, ( ai sensi dell’ex art.4, com 11, L 223/91).

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L’art 55 com6 prevede la possibilità di stipulare accordi individuali di modifica in peius delle mansioni, con conseguente nuovo livello di inquadramento e relativa retribuzione, nelle sedi di cui all’art 2113cc o davanti alle Commissioni di certificazione. Questi accordi possono prevedere un demansionamento del lavoratore solo per un livello inferiore.
Inoltre in caso di accordo individuale di modifica delle mansioni innanzi alle Commissioni di certificazione basta che le commissioni stesse operano in sede conciliativa (come previsto dal Dl 183/2010). Ovvero basta la conciliazione,  la certificazione non è vietata ma non è nemmeno obbligatoria.

Quadro Normativo

Norma di legge Cosa prevede
Articolo 2103 del Codice civile. Attuale versione –    mansioni: diritto all’assegnazione delle mansioni di assunzione o altre equivalenti a quelle da ultimo svolte;

–    qualifica: diritto ad acquisire la qualifica corrispondente alle mansioni superiori svolte e al pagamento della relativa retribuzione;

–    retribuzione: intangibilità della retribuzione (la giurisprudenza ammette la rinuncia al superminimo);

–    trasferimento: solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive;

–    patti contrari: nullità di ogni accordo tra lavoratore e impresa in deroga alla disciplina di cui sopra.

Articolo 2103 del Codice civile. Nuova versione, come modificato dall’articolo 55 dello schema di decreto 20 febbraio 2015 (attuativo della legge 183/2014 articolo 1, comma 7) –    mansioni: diritto all’assegnazione delle mansioni di assunzione o altre corrispondenti allo stesso inquadramento; in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali, il datore di lavoro può assegnare mansioni corrispondenti a un inquadramento inferiore;

–    qualifica: diritto – a cui il lavoratore può rinunciare – ad acquisire la qualifica corrispondente alle mansioni superiori svolte;

–    retribuzione: intangibilità della retribuzione, salvo accordo formalizzato in una sede qualificata che può prevedere anche l’attribuzione di una qualifica inferiore;

–    trasferimento: solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive;

–    patti contrari: nullità di ogni accordo tra lavoratore e impresa, ove non consentito dalla disciplina di cui sopra.

Legge 151/2001 (articolo 7) Gravidanza: la lavoratrice ha diritto all’assegnazione a mansioni anche deteriori, senza riduzione della retribuzione, se le mansioni abituali sono pregiudizievoli per la sua salute.
Decreto legislativo 81/2008 (articolo 42) Sicurezza nei luoghi di lavoro: il lavoratore ha diritto all’assegnazione a mansioni anche deteriori, senza riduzione della retribuzione, in caso di inidoneità alla mansione specifica.
Legge 68/1999 (articolo 4) Sopravvenuta inabilità: il lavoratore ha diritto all’assegnazione a mansioni anche deteriori, senza riduzione della retribuzione, in caso di sopravvenuta inabilità alle mansioni, conseguente a infortunio o malattia.

Tabella realizzata da Jacopo Moretti e Tommaso Targa

cit: Italia Oggi, Corriere Economia( Studio Trifirò & Partners), Il Sole 24 Ore, Iposa Professionalità quotidiana.

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